Il sonno nei bambini e negli adolescenti

Il seguente paragrafo è tratto dall’ HANDBOOK OF PEDIATRIC PSYCHOLOGY

Dormire è importante… anzi, è fondamentale, sia per i bambini che per chi si prende cura di loro. Non dormire sufficientemente, o dormire male, può generare diverse difficoltà, correlate in particolare alla regolazione emotiva e allo sviluppo cognitivo. Bambine e bambini con difficoltà nell’addormentamento, o che presentano frequenti risvegli durante la notte, possono presentare maggiori problemi comportamentali, strategie di coping insufficienti o inadeguate, con conseguenze rilevanti sull’intero sistema famigliare.

Da 0 a 3 mesi: la maggior parte dei neonati dorme dalle 10 alle 18 ore, riposando dai 45 minuti alle 3 ore continuativamente senza distinguere tra la notte e il giorno (i bambini prematuri potrebbero avere bisogno di un periodo di sonno prolungato).

Da 3 mesi a 12 mesi: i bambini a quest’età dormono in media 8-10 ore a notte, riposando anche durante il giorno. Tra i 3 e i 6 mesi, il sonno inizia a consolidarsi, al punto che la maggior parte dei bambini non sente il bisogno di mangiare durante la notte. A 9 mesi la maggior parte dei bambini dorme fino a mattina ininterrottamente. Tra i 9 e i 12 mesi è possibile si verifichino alcuni risvegli notturni. E’ importante sottolineare che alla maggior parte dei bambini capita di svegliarsi durante la notte, ma solo alcuni di loro lo segnalano ai genitori; per aiutare un bambino a sviluppare la capacità di rassicurarsi autonomamente, i genitori possono essere incoraggiati a mettere a nanna il bambino “assonnato ma sveglio”, poichè i bambini che vengono sempre cullati o allattati prima di addormentarsi la sera, potrebbero richiedere la medesima associazione per tornare a dormire durante un normale risveglio notturno.

Dai 12 mesi ai 3 anni: tra i 12 e i 18 mesi la maggior parte dei bambini passa da due a un solo riposino durante il giorno. Circa il 25-30% dei bambini a quest’età manifesta difficoltà nell’andare a letto (capricci, pianti ecc.) e tende a svegliarsi durante la notte. Per facilitare l’addormentamento è centrale costruire con il  bambino delle routine stabili.

Dai 3 anni ai 5 anni: a quest’età i bambini dormono circa 9-10 ore ogni notte. I problemi relativi al sonno sono piuttosto comuni in questa fascia, e sono spesso correlati allo sviluppo del linguaggio, allo sviluppo cognitivo e all’immaginazione. Questi stessi fattori possono influenzare il momento dell’addormentamento, che possono essere vissute da parte del genitori come particolarmente faticose: capricci, richieste di attenzione, paure, rifiuto di addormentarsi se i genitori sono ancora svegli ecc.

Dai 5 ai 12 anni: a quest’età l’ansia è ciò che contribuisce maggiormente alle difficoltà di addormentamento e all’aumento dei risvegli notturni. E’ opportuno ricordare che la mancanza di sonno a quest’età influenza negativamente anche le prestazioni scolastiche, incidendo pesantemente su: attenzione, comportamento, apprendimento, memoria ecc.

Dai 13 ai 18 anni: andando a letto tardi e svegliandosi molto presto a causa dell’orario scolastico, la maggior parte degli adolescenti subisce una sorta di “deprivazione del sonno cronica”, che si concretizza poi durante il giorno attraverso una maggiore sonnolenza o – al contrario – con l’impossibilità di recuperare le ore di sonno perdute, a causa dei compiti, delle attività extrascolastiche e dell’uso eccessivo di supporti tecnologici (videogiochi, televisione, internet, messaggi ecc.). Le conseguenze sono molteplici: problemi di attenzione e apprendimento, scarsa regolazione emotiva, aumento del rischio di incidenti.

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