Uso degli smartphone e difficoltà psicologiche in età evolutiva

Nella pratica clinica mi capita sempre più spesso di confrontarmi con genitori che chiedono il mio parere in merito all’uso dei cellulari in età evolutiva. Bambine e bambini richiedono insistentemente di comunicare tramite sms e whatsapp con i loro amici, navigare su internet (speriamo mai da soli!!!) e scaricare giochi e app. Alcuni genitori mi riferiscono soddisfazione nel vedere il loro bambino così competente “io ci metto due settimane a capire come funzionano certi aggeggi, e lui invece è pazzesco, lo guarda e sa già come usarlo!”, mentre altri manifestano crescente preoccupazione in merito alla frequenza di utilizzo. Se un bambino sa “far funzionare” un cellulare, questo non significa certo che sappia “usarlo adeguatamente”. Come qualsiasi strumento, anche gli smartphone hanno bisogno di un adulto che educhi a una loro corretta gestione, che potrà solo in seguito essere interiorizzata dal bambino. Sarebbe quindi opportuno limitare i tempi di utilizzo a brevi periodi durante il giorno, preferibilmente ad orari concordati (mai prima di andare a letto!) e che non si sovrappongano ad altre attività ludiche (se ad esempio il bambino sta guardando la televisione è sconsigliato farlo giocare contemporaneamente con lo smartphone) o scolastiche. Inoltre, è bene evidenziare che permettere al bambino di giocare col telefono al primo segnale di noia o di frustrazione, fa sì che non sviluppi adeguate competenze per gestire le emozioni fastidiose generate in queste situazioni, e che in assenza dello strumento non sia quindi in grado di farvi fronte: in questi frangenti il cellulare diviene una sorta di “ciuccio per bambini grandi”, da dar loro perchè si contengano e si consolino, ma senza il quale si sentono persi.

A prendersi la responsabilità di una direttiva chiara e poco popolare, è stata recentemente la SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), che asserisce che l’uso degli smartphone dovrebbe essere addirittura totalmente vietato prima dei 10 anni.

Alcuni di noi hanno sicuramente molte ragioni dal punto di vista educativo a sostegno di questa affermazione, ma pochi conoscono le implicazioni neurologiche e psicologiche che derivano da un uso eccessivo degli smartphone e che hanno spinto i pediatri a prendere una posizione così perentoria nei confronti dei cellulari di ultima generazione.

La dottoressa Maria Grazia Sapia spiega infatti che l’interazione tra un sistema biologico e un campo elettromagnetico ha conseguenze dal punto di vista termico: l’esposizione intensa e prolungata può portare ad un aumento localizzato della temperatura e danneggiare dunque il meccanismo di termoregolazione, generando morte cellulare e necrosi dei tessuti.

Come già accennato, dal punto di vista psicologico le conseguenze sono rilevanti e purtroppo non ancora pienamente documentabili, a causa di una ricerca troppo giovane. Ad oggi, sappiamo che possono presentarsi difficoltà di attenzione e di memoria, fragilità nelle competenze scolastiche, disturbi del comportamento, disturbi dell’umore, disturbi del sonno. Sono inoltre in crescita fenomeni pericolosi legati all’uso inconsapevole delle nuove tecnologie, in particolare il isolamento sociale, cyberbullismo e sexting.

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