Uso delle tecniche di rilassamento per la gestione della sintomatologia ansiosa nei pazienti pediatrici asmatici

Nella pratica clinica mi capita spesso di lavorare attraverso le tecniche di rilassamento, in particolare con i pazienti pediatrici asmatici, sia individualmente che in gruppo. I pazienti che partecipano ai training riferiscono di percepire un maggior stato di benessere e di sentirsi generalmente maggiormente in grado di gestire la sintomatologia ansiosa che spesso è legata all’asma. E’ opportuno ricordare infatti che la letteratura è concorde nel ritenere che i fattori emotivi possono scatenare un attacco o esacerbare la sintomatologia, sia acuta che cronica; inoltre gli attacchi sono spesso accompagnati da ansia e panico, con la conseguenza di non riuscire più a distinguere sintomatologia asmatica e ansiosa. Lo “stress” (parola che qui viene utilizzata in senso colloquiale e parzialmente improprio) incide sull’asma attraverso: influenza sul sistema nervoso autonomo, sistema neuroendocrino e immunitario. Tali evidenze suggeriscono la necessità di lavorare sul piano psicologico oltre che farmacologico e fisioterapico, al fine di offrire ai piccoli pazienti – e ai loro genitori – degli “strumenti psicologici” utili a gestire i fattori emotivi connessi alla patologia respiratoria.

Le tecniche di rilassamento, usate regolarmente, permettono di riprendere contatto con la sfera emotiva e corporea, di imparare a regolarizzare il respiro e ad utilizzare consapevolmente le visualizzazioni per tranquillizzarsi nei momenti di maggiore tensione. Sono tecniche di facile apprendimento da parte dei pazienti e dei genitori, e che per questo possono rientrare in un progetto di self management, anch’esso centrale e indirettamente utile nella gestione della sintomatologia ansiosa, poichè aiuta il minore a potenziare il locus of control interno e migliorare l’autostima.

Le tecniche di rilassamento sono molteplici e – chiariamolo! – l’una non vale l’altra! Spetta alla psicologa la valutazione di quale sia più opportuna in relazione alla struttura psicologica del paziente, alle risorse cognitive, al grado di compliance ecc. Tra le tecniche di rilassamento comunemente utilizzate troviamo: training autogeno, tecniche ipnotiche, biofeedback. La letteratura scientifica ha dato però particolare spazio al Rilassamento Progressivo Guidato di Jacobson, il quale sembra essere la più promettente anche in relazione al miglioramento della funzionalità respiratoria. La tecnica dura circa 20 minuti, e consiste nel contrarre e rilasciare ripetutamente specifici gruppi muscolari, fino a che il corpo non viene percepito come interamente rilassato. Il soggetto allenato impara a riconoscere i segnali di tensione inviati dal corpo e a modulare il proprio respiro in modo consapevole. Con l’aiuto di alcune visualizzazioni, il rilassamento può essere appreso anche da bambini piccoli e ripetuto in semi-autonomia.

Per chi volesse approfondire tale tecnica consiglio di leggere questo articolo, mentre per quanto concerne la letteratura scientifica in lingua inglese consiglio questo articolo.

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