video Dolore cronico nei bambini e negli adolescenti: cosa possono fare i genitori?

Davvero interessante il sito web del Canadian Institute for the Relief of Pain and Disabilityci si può trovare una gran quantità di risorse utili nell’ambito della gestione del dolore cronico in età pediatrica. E’ un argomento di cui attualmente non mi occupo in prima persona, ma che ritengo centrale come terreno di incontro all’interno del sistema minore-genitori-esperti. In questo webinair si parla del ruolo dei genitori in diversi contesti: durante l’ospedalizzazione, a scuola, in ambito domestico ecc. L’interazione gioca infatti la sua parte nella percezione del dolore, come già accennavo qui, pertanto diviene imprescindibile accompagnare il sistema di riferimento del minore nel comprendere quali comportamenti adottare e quali andrebbero invece il più possibile evitati. Non si tratta unicamente di elencare i cosiddetti comportamenti pain-reducing e pain-promoting ma di costruire un’interazione che sposti l’attenzione dal dolore in sè al funzionamento del soggetto nella sua globalità.

Io spero che vi facciate un regalo e che vi prendiate del tempo per guardarvi questo video, ma intanto  ecco alcune indicazioni tratte dalle linee guida per genitori:

  1. Aiutate il vostro bambino a capire perchè prova dolore: sinceratevi della sua comprensione di ciò che gli sta accadendo, anche con l’aiuto di un medico, e rassicuratelo sul fatto che voi gli credete; è utile inoltre informarsi ed informarlo delle connessioni “mente corpo” nella percezione del dolore.
  2. Assumete un atteggiamento “riabilitativo”: il bambino deve poter avere una vita il più “normale” possibile, anche durante i periodi peggiori.
  3. Concentratevi sul funzionamento del bambino e non sulla riduzione del dolore: le ricerche hanno dimostrato che concentrarsi sul dolore aumenta la sua percezione,e  che solitamente i bambini dichiarano di soffrire maggiormente se attorno a sè hanno genitori particolarmente preoccupati.
  4. Evitate di informarvi in continuazione sul dolore
  5. A scuola, aiutate il bambino a definire obiettivi chiari e raggiungibili, un passo alla volta: è da ricordare infatti che spesso i bambini con dolore cronico perdono diversi giorni di scuola, e questo può rappresentare un ulteriore problema connesso al benessere psicofisico del bambino; non si tratta unicamente di ridurre il rischio di difficoltà di apprendimento o bocciatura, ma di permettere al minore di condurre una vita sociale ricca e appropriata, in cui devono essere presenti anche le amicizie e il divertimento, che sono parti fondamentali dell’ambiente scolastico. Nel video (al minuto 26) vengono forniti diversi suggerimenti su cosa chiedere alla scuola e come chiederlo.
  6. Parlate con il bambino di quale tipo di sostegno desidera: non tutti i bambini hanno bisogno dello stesso tipo di supporto, e sicuramente crescendo i loro bisogni si modificano. Aprite un dialogo con il bambino per chiedere a lui o lei, direttamente, che cosa crede possa farlo stare meglio. Attenzione: non significa “obbedire” al bambino, ma comunicare con lui prendendo il suo punto di vista, mediando le sue posizione… e le nostre paure…
  7. Incoraggiate il bambino e l’adolescente ad essere indipendenti: il dolore cronico potrebbe infatti interrompere il normale sviluppo psicologico, che contempla anche una sempre maggiore indipendenza dalle figure di riferimento.
  8. Costruite con il bambino una sorta di “cassetta degli attrezzi” per la gestione del dolore: fate una lista di ciò che potrebbe aiutare a stare meglio (attenzione: devono essere le strategie del vostro bambino e potrebbero essere anche molto semplici e per voi di poco conto), incoraggiate le strategie di coping attive, siate modelli di riferimento utilizzando voi stessi a vostra volta le vostre personali strategie.
  9. Costruite e curate la rete sociale attorno a voi e al vostro bambino: evitate che il piccolo si senta in colpa per essere la causa dell’isolamento della famiglia.
  10. Prendetevi cura di voi stessi: se avete bisogno di aiuto esperto per gestire il vostro stato d’animo in relazione alla malattia di vostro figlio, fatelo senza aspettare. Chiedere aiuto nei momenti di difficoltà rappresenta un imprescindibile esempio da dare ad un bambino.

 

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