“Mario e l’artrite” – spiegare l’Artrite Idiopatica Giovanile seguendo un approccio socio-costruttivista

Chiunque lavori in capo psicologico ed educativo sa bene quanto sia importante considerare il modo in cui bambine e bambini comprendono (o meglio costruiscono) l’esperienza della malattia. Si tratta di un argomento “caldo” all’interno delle nostre discipline, che non sempre ci vede concordi.

Diversi Autori di formazione piagettiana, ad esempio, si concentrano sulla maturazione e lo stadio di sviluppo di un bambino per comprendere come egli – attraverso esperienze empiriche quotidiane – assimili e definisca malattia ed interventi terapeutici; secondo questi Autori, bambini e adulti hanno modi differenti di percepire e rappresentare la malattia e le terapie ad essa collegate; i bambini comprenderebbero la malattia attraverso fasi diverse ma sostanzialmente costanti, che si dipanerebbero dal pensiero magico (proprio dei bambini più piccoli) a un pensiero logico-scientifico simile a quello presente negli adulti. Spiegare la malattia a un bambino significa quindi – secondo questi Autori – non prescindere dal suo stadio di sviluppo mentale, per offrire dunque spiegazioni congruenti, che devono necessariamente differenziarsi a seconda dell’età del nostro interlocutore (si tenga ad esempio conto che solo dopo gli 11-12 anni è possibile una spiegazione della malattia che comprenda la fisiologia e la funzionalità degli organi interni) .

Questa posizione non è la sola. Riprendendo la terminologia proposta da Capurso (2007), è possibile identificare un secondo filone di ricerche, che si focalizza sul bambino – definito “bambino competente” – in quanto soggetto attivo, costruttore di conoscenza in continua interazione con il suo sistema socio-culturale e con il sistema di cura, rappresentato dai medici, la famiglia, e altri pazienti pediatrici. Si tratta di un approccio dinamico, che non prende più in considerazione solo ciò che il bambino già sa, ma ciò che potrebbe sapere (i suoi potenziali di apprendimento), attraverso l’interazione con un sistema socio-relazionale adeguato.

E’ da questo secondo approccio che prende forma la metodologia che ha guidato la realizzazione del libretto “Mario e l’artrite”, un manuale-gioco rivolto ai bambini con Artrite Idiopatica Giovanile (AIG), scaricabile gratuitamente qui. La metodologia attraverso cui si è realizzata quest’esperienza è invece descritta in questo articolo qui , che come sempre vi suggerisco di leggere interamente. La costruzione del libretto è stata preceduta da un laboratorio didattico, condotto da una psicoterapeuta e da uno psicopedagogista, assieme a dodici bambini e ai ragazzi dell’Associazione Amumri (Associazione Marche-Umbria malattie reumatiche infantili). E’ grazie al contributo dei piccoli pazienti che gli autori hanno potuto realizzare il libretto didattico definitivo, composto da 14 paragrafi, ognuno dei quali è organizzato attraverso tre punti di vista differenti:

  1. Quello di Mario – personaggio mediatore – che spiega alcuni aspetti della malattia e delle terapie
  2. Quello dei bambini che hanno partecipato al laboratorio didattico, le cui narrazioni sono state organizzate e trascritte dagli Autori
  3. Quello del medico, che commenta e offre un punto di vista scientifico.

Il resto non ve lo racconto, andate a leggervelo personalmente. Credetemi, ne vale la pena.

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